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Testo ra delle prof.sse Anna Maria Coan e Liviana Covre, foto di Silvio Vicenz

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Premesse

Iacomo Ragazzoni partì da Venezia il 5 Marzo del 1571 con una galea molto comoda e fornita.

In breve tempo giunse a Ragusa, dove cercò subito contatti con Cassumbei, figlio di Mehmet Primo Visir al fine di segnalare alla diplomazia ottomana i suoi obiettivi.

Si presentò in qualità di ambasciatore della Repubblica Veneta  per trattare, separatamente, alcuni accordi fondamentali, primo fra tutti la pace separata con gli Ottomani e la restituzione delle mercanzie e di quanto i Turchi avevano sottratto alla Repubblica Veneta.

Ben presto le doti diplomatiche e l’abilità  nelle trattative condotte con i Turchi a Costantinopoli lo portarono a risultati lusinghieri. Al tempo stesso acquisì preziose informazioni sui piani dei Turchi e sulla consistenza dei loro armamenti.


EPISODIO 2: Iacomo Ragazzoni tratta con i Turchi a Costantinopoli. Tappa di Ragusa.


Lo spazio pittorico è ottimamente scandito. Dalla pavimentazione del primo  piano si giunge agli edifici monumentali del secondo piano. Più indietro appaiono torri con vessilli sventolanti e ancora edifici, terrazzi e minareti chiudono la scena.

In primo piano al centro Iacomo è raffigurato mentre consegna al Primo Visir Mehemet i dispacci del senato veneto. Sulla destra del Primo Visir c’è il figlio Cassumbei riccamente vestito; sulla sinistra servitori e mercanti. L’affresco continua raffigurando nella parte superiore  scene di vita delle città orientali, riuscendo a caratterizzare il brulichio di personaggi appartenenti a più classi sociali mediante un sapiente dosaggio: dalla compostezza dei personaggi in primo piano si passa al continuo movimento degli armigeri, dei mercanti e dei dignitari di corte che contornano  e danno ritmo alla scena.


Gli attributi dei personaggi sono ben evidenziati e sottolineati anche dalla diversa maniera di rappresentarli : Iacomo ed il Primo Visir sono visti classicamente di fronte. Iacomo indossa un mantello semplice, a forma rigidamente piramidale, abbigliamento assolutamente insolito per il personaggio che amava esibire la sua ricchezza ed eleganza in ogni occasione. In questo caso, però, egli ha preferito la semplicità, poiché, cuciti all’interno del mantello, aveva tantissimi lingotti d’oro, necessari  al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In modo diverso, con posture che vanno verso la maniera, i personaggi di contorno. 

Questo affresco, così piacevolmente accurato, pieno di vivacità, crea un’atmosfera positiva e di dialogo tra culture diverse, anche se, di fatto, difficili nella convivenza.



Testi a cura di Anna Maria Coan e Liviana Covre, Foto di Silvio Vicenzi


Associazione Circolo della Cultura del Bello - Sacile - (Pordenone)

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PALAZZO RAGAZZONI:  SALA DEGLI IMPERATORI - DAGLI AFFRESCHI ALLA STORIA