Testo ra delle prof.sse Anna Maria Coan e Liviana Covre, foto di Silvio Vicenz

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Associazione Circolo della Cultura del Bello - Sacile - (Pordenone)

PALAZZO RAGAZZONI:  SALA DEGLI IMPERATORI - DAGLI AFFRESCHI ALLA STORIA

Premesse

A Venezia i Ragazzoni, forti delle ricchezze provenienti in buona parte dai commerci con la terra di origine e dal successivo estendersi dell’attività ai traffici marittimi, salirono in fretta la scala sociale, imparentandosi con le più nobili famiglie venete: i Cornaro, i Barbarigo, i Foscarini e altri, entrando a far parte, cosa rara e difficile per chiunque provenisse da fuori, di quella cerchia di privilegiati che erano in condizione di determinare le scelte economiche e spesso quelle politiche della Serenissima.

La famiglia Ragazzoni fu caratterizzata da prestigiosi riconoscimenti nobiliari: nel 1554 Iacomo ottiene da Maria Tudor, regina d’Inghilterra e dal consorte Fiippo II di Spagna, per sé e i suoi familiari di aggiungere la rosa dei Tudor alle insegne del proprio casato.


EPISODIO 1:
Iacomo Ragazzoni riceve dalla Regina d’Inghilterra Maria Tudor le insegne (la Rosa dei Tudor) da aggiungere allo stemma di famiglia.


L’avvenimento, che si svolse a Londra pochissimo tempo dopo le nozze  fra Maria la cattolica e Filippo II di Spagna, avvenute il 25 luglio 1554, è inserito in una studiata scatola prospettica: una pavimentazione converge verso il trono, un colonnato classico sormontato dal baldacchino Reale si apre in alto a destra su un verde paesaggio. Su questa ambientazione vengono inserite sulla destra, in primo piano, un dignitario di corte, poi un nano con cane ed un guerriero piumato; un po’ più indietro al centro ci sono i veri protagonisti della scena: la Regina Maria Tudor, Iacomo, il fratello Placido, l’arcivescovo di Canterbury e Filippo II. Nella parte superiore si vede un accampamento con guerrieri in movimento e, apparentemente, il sole che tramonta. Però noi, dopo attenti approfondimenti, siamo portati a ritenere che i raggi visibili nella parte alta, a sinistra nell’affresco, in realtà, raffigurano la nascita di un nuovo astro: Iacomo Ragazzoni.       


Gli uomini e gli ambienti raffigurati sono quelli tipici dell’aristocrazia dell’epoca. La compostezza della raffigurazione si traduce nell’atteggiamento ossequioso del veneziano, nella innata grazia e senso di misura della Regina, nella pacata conversazione dei cortigiani. I personaggi in primo piano sono  invece raffigurati in posture manieristiche  che contrastano con la visione classica e quindi frontale e statica del gruppo centrale e principale.  Meno importanti  anche se assai movimentati sono gli armigeri ed il paesaggio dello sfondo. Le allusioni ai tratti specifici dell’aristocrazia locale si evidenziano con il moltiplicarsi dell’attenzione dei dettagli obiettivi; il tutto in contrasto con l’internazionalità dei personaggi e degli eventi rappresentati.

L’autorità che andremo a conoscere voleva essere l’unica fonte dell’insegnamento e della buona creanza, fissando ciò che gli uomini comuni dovevano e potevano avere: solo parti marginali.










Noi, Mary Tudor, “ per gli sforzi e le virtù proprie di Iacomo, per i meriti, le energie e le doti dell’animo del generoso a noi diletto Iacomo Ragazzoni veneziano, per la sua incomparabile fede e integrità verso di noi, concediamo che la famiglia Ragazzoni e i suoi eredi i  possano aggiungere alla arma della loro casa nel modo che segue le seguenti insegne: nella sommità dello scudo una rosa d’argento in mezzo al sole, per cimiero, sopra l’elmo, un braccio di donna adornato con oro, che tenga in mano un elitropio, una rosa rossa, un melograno con i suoi naturali colori,
e rami e foglie verdi, e dal braccio esca
una corona di oro con bordo in argento e azzurro”…..




Testi a cura di Anna Maria Coan e Liviana Covre, Foto di Silvio Vicenzi

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