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“Verdi Harmonies”

collaborazione tra la Presidenza Italiana della Convenzione delle Alpi e il “Circolo della Cultura del Bello”


Nell’ambito delle giornate dedicate a Giuseppe Verdi svoltesi a Bruxelles progettate dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, dalla Convenzione delle Alpi e dal “Circolo della Cultura del Bello” di Sacile, si è svolto l’evento “Armonie di Verdi”. Protagonisti i giovani talenti: il soprano Anna Viola, il mezzo soprano Valentina Volpe e al pianoforte il maestro Ravagnin che si sono esibiti sui temi della Traviata con le arie: ”Ah! forse è lui..”, “Sempre libere”, “Barcarolle” e “Amami Alfredo”. La serata è stata accettata dai presenti con lunghi applausi.


Bruxelles

12/2013



- Intervista a Vincenzo Dell’Utri - Il 16 novembre si è tenuta a Palazzo Ragazzoni una conferenza sulle “Origini della Costituzione italiana”, dopo la quale Rosanna Cracco ha intervistato l’autore. Ecco il testo dell’intervista:

R.C. Come mai la scelta di questo argomento, in un momento così forte di crisi e di delusione verso le scelte politiche?

Ho scelto questo tema di natura prettamente culturale perché sono fermamente convinto che non sia possibile affrontare con competenza un qualsiasi argomento,sia esso di natura storica,giuridica,filosofica ovvero scientifica,senza conoscere i termini della questione,le sue radici,le sue origini. Si tratta di un principio metodologico che ho sempre cercato di applicare e di trasmettere durante i vari decenni dedicati all’insegnamento.

Ai miei studenti che cercavano il più facile abbrivio,andando a sbirciare sui manuali riassuntivi e sintetici,io ho tentato di far capire che la sintesi deve essere preceduta dall’analisi,che uno schema deve essere ricavato da un serio e approfondito studio,altrimenti si rischia di acquisire nozioni appiccicaticce,destinate a dissolversi presto come neve al sole.

Fuor di metafora,per parlare di Costituzione è necessario conoscere  un minimo di storia costituzionale e,soprattutto,è indispensabile avere familiarità con le idee che hanno portato a quei principi e a quei valori che sono trasfusi nella Costituzione italiana.

Troppi oggi invece (specialmente,ma non solo,politici) pretendono di parlare e vogliono intervenire su ogni questione,senza possedere la necessaria preparazione culturale e la puntuale conoscenza specifica.

Forse proprio questo deficit culturale ha costituito uno dei fattori che hanno portato all’attuale crisi che sta assumendo,particolarmente in Italia,aspetti drammatici,mentre la mediocrità,per non dire altro,e la corruzione di molti esponenti politici hanno finito per provocare un distacco che si allarga sempre più tra la società e le istituzioni,con la conseguente nascita di populismi e movimenti antipolitici.


Che cosa intende con il termine “principi”?

Il quinto libro della “Metafisica” di Aristotele,quello dedicato alle definizioni,si apre con il concetto di “principio”,termine con il quale,come ci ha insegnato il filosofo di Stagira,si indicano più cose. Scelgo alcune definizioni. “Principio” si dice infatti di “quello da cui comincia il movimento di una cosa” (il principio di una linea,per es.),”della parte di una cosa da cui questa ha origine o sulla quale si fonda” (ad es. le fondamenta di una casa),”ciò da cui una cosa dipende”. A volte “principio” si dice anche della “causa”,anche se il concetto di causa è diverso. Però anche le cause sono principi. Insomma in filosofia “principio” è il punto di partenza,il fondamento di un processo qualsiasi,che implica anche il concetto di causa (cioè di ciò che contiene in sé la ragione di qualche altra cosa. Nella logica poi (Pierce) “principio” è un concetto guida che deve essere supposto come vero per sostenere la validità logica di un argomento qualsiasi,mentre nel campo scientifico il “principio” è un assioma o postulato,cioè la premessa di un discorso. Ma a che cosa servono queste conoscenze di tipo filosofico?

Servono,eccome! Ci consentono di introdurre la nozione di “principio  giuridico”. E cosa sono i “principi giuridici”? Sono quelle norme molto generali che indicano i valori che stanno sotto ad altre norme dell’ordinamento giuridico e ne rappresentano la base,l’inizio,il fondamento e le fondamenta:se si alterano o si distruggono,si finisce con l’alterare e distruggere tutto ciò che si è costruito su di essi,cioè su tali principi giuridici. La distinzione tra norme e principi non è assoluta: dipende dal grado di importanza (gerarchia) e dai valori di riferimento. I principi possono essere espressi oppure anche impliciti,nel senso che vengono dedotti per induzione Ne sono esempio i principi costituzionali alcuni dei quali corrispondono a norme precise (v. artt. 1-12 Principi fondamentali),altri vengono ricavati mediante ragionamento, (ad es. i principi generali dell’ordinamento giuridico,in base all’art.12 Preleggi,che fa espresso riferimento a fonti non scritte).


E che cosa si intende con la parola “valori”?

  Nel mio saggio dedicato all’Inferno di Dante,mi soffermo compiutamente su questo termine nel capitolo “Patria,famiglia e valori morali”. Ne faccio una sintesi.

In filosofia si introduce il termine “valore” per indicare qualcosa che risulti meritevole di essere scelto o perseguito. In questo senso Platone parla dell’idea del bene, del bello e del giusto, che costituiscono valori in sé, tali cioè da indicare un modello di riferimento assiologico (dal termine greco “valore”) che culmina nell’idea del Bene, la quale nel mondo delle idee, l’iperuranio (al di là del cielo), rappresenta per tutte le altre idee ciò che il sole rappresenta nel mondo: la fonte che illumina e riscalda con la sua luce e il suo calore.

Ma solo con lo Stoicismo il termine “valore” entra di diritto nel campo dell’etica per indicare l’oggetto di una scelta morale.

Nel corso della storia del pensiero filosofico, a partire da Hobbes, che riprende la nozione soggettiva del bene, i valori tornano ad essere oggetto della riflessione.

  Con Kant il valore viene di nuovo associato al bene di natura oggettiva; perciò, in seguito, le discussioni sui valori si concentrarono su questi due modi di intenderli: o in modo oggettivo, secondo una concezione metafisica di tipo assolutistico (in latino “assoluto” vuol dire sciolto da ogni vincolo e da ogni legame, dunque non relativo a qualcosa o a qualcuno); oppure in maniera soggettiva e dunque empiristica e perciò relativa alle situazioni, alle circostanze ed alle persone.

  Oggi, in ogni caso, quando si parla di crisi dell’uomo e del mondo contemporanei, si fa quasi sempre riferimento a crisi di natura morale e spirituale che sono connesse direttamente allo smarrimento dei valori di riferimento, comunque essi vengano intesi dai filosofi.


Quali ritiene siano in sintesi gli aspetti  più validi ed innovativi della nostra Costituzione?

Dal punto di vista formale senz’altro il linguaggio:chiaro,essenziale,  comprensibile a tutti per la sua semplicità,con un periodare composto da frasi brevi,mai troppo lunghe e mai contorte. Un linguaggio dunque mille miglia lontano dal giuridichese che impera nella legislazione e dal politichese praticato da molti sedicenti politici.

Ma gli aspetti più validi e duraturi sono contenuti nella prima parte,specialmente quella relativa ai Principi Fondamentali,espressi nei primi dodici articoli che enunciano solennemente i principi e i valori fissati nella Carta: principi e valori che vengono indicati come ideali per tutti i cittadini e non suscettibili di cambiamento o abolizione,perché legati indissolubilmente alla forma repubblicana sancita con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Lo prescrive seccamente l’art.139: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”. Anzitutto il principio di uguaglianza espresso dall’art.3 non soltanto in modo formale,come affermazione generale (primo comma),ma anche in modo sostanziale,come compito assegnato alla Repubblica (secondo comma). E poi tutti gli altri principi che qualificano una democrazia moderna: il principio democratico,il principio personalista,il principio lavorista,il principio pluralista,il principio di legalità,il principio solidarista,il principio autonomista insieme al principio di unità nazionale,il principio di laicità dello Stato,il principio del pluralismo confessionale,il principio pacifista.

Non posso dilungarmi a spiegare il significato di tutti questi principi,ma voglio sottolinearne almeno uno,quello contenuto nell’art.11:

     L’Italia ripudia le guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

consente,in condizioni di parità con gli altri Stati,alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;

promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Si tratta del principio di limitazione di sovranità,veramente profetico e anticipatore del futuro,perché ha permesso l’adesione a vari organismi internazionali e l’avvio del processo che ha portato all’Unione Europea.

E poi tutta la parte prima,negli articoli che vanno dal 13 al 54,che enuncia i diritti e i doveri dei cittadini,raccogliendo il frutto più maturo di secoli di lotte sociali e condensando il meglio del pensiero giuridico,filosofico e scientifico.


La Costituzione è vista da alcuni studiosi come la carta che garantisce i diritti dei cittadini, che pone anche un freno al potere dello Stato: riesce veramente a controllare il gioco politico?


Bisogna in primo luogo mettersi d’accordo sul significato da attribuire all’espressione “controllare il gioco politico”.

Se si intende il fatto che gli uomini politici,a qualunque partito appartengano,debbono sentire interiormente l’obbligo di essere fedeli al dettato costituzionale,allora la domanda non dovrebbe neanche essere posta. C’è infatti un articolo nella nostra Carta,il n. 54,l’ultimo della parte prima,che recita: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore,prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Non è un caso fortuito che con questo articolo si chiuda la prima parte e ci si prepari alla seconda. Infatti il primo comma indica il dovere fondamentale di ogni cittadino,quello di fedeltà alla Costituzione e alle leggi,che viene posto a suggello degli articoli dedicati ai diritti e ai doveri,quasi a sottolineare che in una società ordinata democraticamente ai diritti corrispondono sempre dei doveri. Il secondo comma invece sembra prepararci alla parte seconda,quella dedicata all’ordinamento della Repubblica,che si apre con l’art. 55,dedicato al Parlamento. Esso infatti sembra come un necessario preambolo per tutti i parlamentari,ai quali è affidata la funzione pubblica della rappresentanza. Essa dovrebbe essere svolta senza “vincolo di mandato” e assolta con “disciplina e onore”,cioè con un dovere di fedeltà maggiore e più stringente rispetto a quello dei cittadini comuni. Rispetto a questi ultimi il loro operato,che investe linguaggio,comportamento pubblico e vita privata,non deve suscitare la minima ombra.

Il discorso adesso si fa più lungo,perché investe il problema del rapporto tra politica ed etica. Perciò mi limito a sottolineare un solo concetto: nessuna legge,ordinaria o costituzionale,nessuna riforma potrà migliorare la vita pubblica se i cittadini non obbediscono alla legge e se i loro rappresentanti e gli uomini incaricati di pubbliche funzioni in generale non danno per primi il buon esempio.


La nostra Costituzione  riesce ancora a porsi come portatrice di valori sostanziali di trasformazione della società?

Ho già sottolineato come tutta la prima parte della Costituzione contenga in sé principi e valori che non possono essere scardinati senza il pericolo che venga intaccato tutto l’edificio costituzionale. In modo particolare mi riferisco ai Principi Fondamentali (artt. 1 – 12),che costituiscono ancora i pilastri su cui si fonda la nostra società,che addirittura potrebbe funzionare (e meglio) se alcuni di essi trovassero completa attuazione. Nella prima parte infatti ci sono articoli che aspettano ancora una legge che li attui. Portiamo un esempio. L’art. 49 parla di “metodo democratico”,senza specificare in che cosa consista. Non sarebbe il caso che il legislatore intervenga per specificare in che cosa consiste il metodo democratico sia nei rapporti esterni,sia in quelli interni?

Peraltro il fatto che la nostra Costituzione sia “rigida” non significa che non possa essere rivista o riformata,tenendo conto del fatto che i tempi cambiano e la società subisce profonde trasformazioni. Però una cosa è rivedere alcuni singoli punti (per esempio il numero dei parlamentari,il bicameralismo perfetto),altra cosa,molto diversa, è tentare di cambiare totalmente la forma di Stato e la forma di governo.

Non è questa la sede per discutere l’iniziativa di riforma attualmente in atto. Da studioso mi limito ad esprimere alcuni concetti fondamentali.

Dal 1948 a oggi la Costituzione è stata in grado di accompagnare e guidare il processo di trasformazione della società italiana che ha attraversato crisi profonde,come quella che da alcuni anni stiamo vivendo. Fino agli anni sessanta ha avuto bisogno soltanto di alcuni piccoli ritocchi.

Dal 1970 in poi si è incominciato a parlare della necessità di riformare la seconda parte,quella relativa all’ordinamento. Dopo varie vicissitudini è stato cambiato tutto il titolo V (dall’art. 114 al 133) con legge costituzionale n.3 del 2001,a seguito dell’esito favorevole del referendum confermativo. Si tratta di una riforma che riguarda Regioni,Province e Comuni (il cosiddetto Federalismo) che però,secondo il mio parere,è stata attuata in modo maldestro e inopportuno. Nel 2006 un altro referendum ha respinto una proposta di riforma che riguardava tutta la seconda parte della Costituzione.

Non posso entrare nel dettaglio ma voglio solo augurarmi,e augurare a tutti gli italiani,che la prossima riforma,se mai riuscirà a trovare attuazione,sia portata a termine con la condivisione più larga possibile (perché si tratta delle regole generali,che riguardano tutti),che risponda ad un progetto coerente e che,soprattutto,abbia di mira gli interessi generali,il bene comune,l’utilità collettiva e non riguardi invece solo il disegno di una parte politica o,peggio,di un ristretto gruppo di potere.

Solo così la nostra Costituzione potrà ancora indirizzare il processo di trasformazione della società italiana. Speriamo in meglio.


Messaggero Veneto 20/1/2013

«Salvate le bellezze della città»

Il Circolo diretto da Anna Maria Coan al Soprintendente: non c’è solo Casa Vando


SACILE. Dal Circolo per la cultura del bello arriva un appello affinché venga valorizzato in senso globale il patrimonio artistico sacilese. Destinatari dell’invito sono la Soprintendenza e la classe politica. “Sacile: lo storico e il bello” è il titolo della lettera che il presidente Anna Maria Coan ha inviato alla Soprintendenza dei beni culturali di Udine e per conoscenza al Comune, alla Regione, alla Provincia e alla Pro Sacile.

«La soprintendente Maria Giulia Picchione relatrice per i vincoli su Villa Poletti e viale Zancanaro – scrive Coan – ha di recente affermato il suo interesse per Casa Vando. Innanzi tutto vogliamo precisare che la nostra fiducia nei confronti dei rappresentanti che lavorano per la salvaguardia dei beni culturali è totale anche se avvertiamo la necessità di fare delle precisazioni su Sacile, la sua storia e le zone artisticamente e storicamente più significative». Coan ricorda alcuni passaggi della lunga storia cittadina partendo dall’età longobarda fino alle soglie dell’età moderna con particolare riferimento al periodo veneziano. «Rispettosamente – continua il presidente del Circolo – rivolgiamo un appello alla Soprintendenza perché tuteli tutte le parti storiche e artistiche della città come le Contrade e il Duomo, piazza del Popolo, via Garibaldi, l’ex chiesa di San Gregorio con l’annessa ex pretura, Borgo Ricco (oggi via Cavour) con la sua torre, la Contrada dell’oca (oggi via Luigi Nono), la bellezza dei palazzi in genere (ancora con segni di devozione a Maria) e soddisfare le necessità dello splendido palazzo Ragazzoni che è stato per secoli “il salotto buono” dell’alta società mitteleuropea».

Segue l’invito alla Soprintendenza e alla classe politica affinché assumano l’impegno di valorizzare in senso globale il patrimonio artistico della città di Sacile. Il presidente si dichiara anche disponibile a fornire eventuali delucidazioni in merito all’architetto Picchione in modo da consentirle di conoscere in maniera esaustiva la realtà artistica del territorio sacilese. Il Circolo della cultura del bello, ricordiamo, è da alcuni anni impegnato nella promozione dei “tesori” della città sovente trascurati e non valorizzati a dovere. È il caso di palazzo Ragazzoni che l’associazione ha contribuito con le sue iniziative a far conoscere a livello mondiale. (m.mo.)

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Il Gazzettino del 18 gennaio 2013

Sacile - La presidente Coan in una lettera spiega la storia locale

"Città d'arte, più vincoli"

Il Circolo del bello chiede alla Soprintendenza tutela su borghi e palazzi







Messaggero Veneto - 5 dicembre 2012

palazzo ragazzoni

Attribuzione degli affreschi: si accende il dibattito


SACILE. I Ragazzoni di Sant’Odorico, discendenti in linea diretta della nobile casata del conte Giacomo, hanno presenziato alla presentazione della rivista su palazzo Ragazzoni curata dal Circolo della cultura del bello con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Sacile, con il sostegno della Banca della Marca e il patrocinio della Provincia. Significativa, inoltre, la presenza di rappresentanti del club Unesco di Venezia. Il pubblico delle grandi occasioni ha, altresì, gremito il salone delle feste di palazzo Ragazzoni per assistere alla presentazione della rivista dedicata alla storia e ai pregi architettonici e artistici di questo fastoso edificio diventato dimora nel Cinquecento del conte Giacomo Ragazzoni, mercante, politico e diplomatico di statura europea al servizio della Serenissima. Nel corso dell’incontro, presentato da Rosanna Cracco e allietato da brani musicali eseguiti dal chitarrista Teo Fornasier, hanno preso la parola il sindaco Roberto Ceraolo, l’onorevole Isidoro Gottardo, i rappresentanti della Banca della Marca Pietro Marconi e Giampaolo Grolla, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Sacile Claudio Morotti, la segretaria del club Unesco di Venezia Paola Monello, il docente universitario Mario Fogliata di Venezia, il tecnico multimediale Silvio Vicenzi, la presidente del circolo culturale sacilese Anna Maria Coan. Palazzo Ragazzoni costituisce un patrimonio non soltanto di Sacile, ma anche della provincia, della regione, dell’Italia e dell’Europa: questo, in sintesi, il messaggio del meeting svoltosi in riva al Livenza e conclusosi, come già anticipato, con un colpo a sorpresa. La presidente Coan, infatti, nell’occasione ha posto in discussione l’attribuzione al Montemezzano degli affreschi di palazzo Ragazzoni. «Non è pensabile – ha dichiarato – che un singolo artista, anche se aiutato da pochi allievi, sia riuscito a lavorare in tempi brevi così come l’affresco richiede. Soltanto una bottega importante che sapeva come agire, rispettando i temi e i tempi, poteva eseguire un’ordinazione tanto complessa. Si ritiene, piuttosto, che gli affreschi appartengano al genere praticato da Paolo Veronese». Un’ipotesi sulla quale si è subito aperto il dibattito.(m.mo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA


Messaggero Veneto - 10 novembre 2012

Una serata con la Storia: Venezia, Sacile e i Ragazzoni

SACILE. Dedicato a Venezia, Sacile e i Ragazzoni l’appuntamento con la storia che si è svolto l’altra sera nel salone delle feste di palazzo Ragazzoni. Presentata nell’occasione la tesi di laurea di Eleonora Stella, una ricerca che la laureanda in lingue ha anche riassunto in spagnolo. La serata, coordinata da Marisa Poletto dell’Ufficio turistico di Sacile, si è aperta con una prolusione di Anna Maria Coan (presidente del Circolo della cultura del bello) e di Franca Busetto (presidente della Pro) cui è seguita una conversazione di Eleonora Stella con il ricercatore Giorgio Zoccoletto. «Studiando la famiglia Ragazzoni – ha detto Stella – ho cercato di fare un quadro generale sullo sviluppo del casato e di spiegare l’importante contributo politico ed economico che questo ha dato alla Serenissima repubblica ed alla comunità di Sacile non solo attraverso le attività commerciali ma anche grazie alle frequenti relazioni diplomatiche intrattenute a livello internazionale». Studi come questo, commenta da parte sua l’assessore alla cultura Carlo Spagnol, rappresentano per la città e per tutti i sacilesi un significativo contributo alla valorizzazione della storia cittadina.




Messaggero Veneto - 31 ottobre 2012

Palazzo Ragazzoni, nuovi guai

Piove anche col sereno, c’è il problema delle infiltrazioni. Partiti i lavori per “rifare” la scalinata

SACILE. Non c’è pace per la corte di palazzo Ragazzoni: piove anche con il cielo sereno sull’accesso al cortile interno. «Infiltrazioni dell’ultimo acquazzone con tempi al rallentatore oppure è un tubo rotto che spande?». Se lo chiedono i sacilesi che passano sotto l’arcata con il cancello di ferro battuto aperto. E’ quello che raccorda il parcheggio dell’Ortazza alla domus cinquecentesca: fa da pancera al complesso che unisce i muri dall’ex media Nievo all’ala del palazzo. Dopo lo stop al cantiere dei lavori di riatto estivi, la diagnosi è urgente. I muri scrostati, pezzi di fili senza protezione e muffa ovunque, sono lo scenario che fa da corridoio al colpo d’occhio sulla nobile dimora di Jacomo Ragazzoni. «È un problema da risolvere in tempi rapidi – diceva un signore ieri, tirandosi su il bavero sotto l’arcata con alcuni fan del Circolo del bello –. Anche fosse un arco rifatto pochi decenni fa, va rimesso a posto, prima del mercatino di Natale che occuperà parte della corte il 23 novembre e fino al 6 gennaio 2013. Come la scalinata esterna che, in piazzetta Romagnoli, ha bisogno di un intervento». Sui gradini esterni sbrecciati di palazzo Ragazzoni, sono scivolate le polemiche e i tempi della ripresa dei lavori: gli operai hanno acceso il martello pneumatico sui gradini, lunedì scorso. Il nulla osta della Sovrintendenza ai beni architettonici e ambientali, dopo sei mesi di ritardo, ha riaperto il cantiere per sistemare i gradini che risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso. Tra trionfi e tonfi dell’antico palazzo che mette a nudo splendori (affreschi di Montemezzano al piano nobile nella sala degli imperatori) e la cinta del cancello con il rischio doccia per chi passa sotto. «I lavori daranno gambe a un restyling completo della gradinata – promettono i tecnici del Comune –. L’amministrazione investe alla voce bellezza per il palazzone, che è nel cuore di Sacile». I lavori di riatto hanno una previsione di spesa di un milione e 230 mila euro. Quella per la scalinata esterna è di circa 60 mila euro, che serviranno per impermeabilizzare e sostituire le pietre del rivestimento. Anche il marciapiede esterno avrà un ritocco sostanziale. «Vogliamo riportare il palazzo al suo antico splendore». Il sindaco Roberto Ceraolo è stato chiaro, nell’anteprima sulla sala degli imperatori che è nel piano nobile della domus. Tetto rifatto, pavimento in sicurezza, impermeabilizzati gli infissi e il salone fa saettare il colpo di fulmine per gli appassionati d’arte. Inaugurazione entro l’anno, forse. Dopo gli ultimi dettagli del riatto e in base al “timer” sul restauro degli affreschi, che è in corso. «Stiamo valutando – è la proposta al vaglio del consiglio comunale – di ritornare all’intitolazione dell’unico nome Ragazzoni». Pavimento “alla veneziana”, soffitto di legno a cassettoni e il palazzo ha aperto il conto alla rovescia di fine cantiere: gli affreschi sono sotto cura del restauratore Renato Portolan. Il restauro messo a segno qualche decennio fa è stato improvvisato: teste doppie, tanto per capire il pasticcio formale. «Il ribasso d’asta ottenuto per i lavori in corso, possono coprire il restauro completo della scalinata esterna – dice Ceraolo –. La ripresa dei lavori era attesa da un semestre». Per ritrovare l’“allure” della magione cinquecentesca dei veneziani Ragazzoni e del mitico Iacomo. Dopo gli sfregi e l’alterna sorte, può fare da magnete del turismo artistico che va caccia di bellezze nel Nordest. E dei fasti che le teste coronate di mezza Europa, cortigiani e letterati ospiti del palazzo hanno lasciato nelle memorie sacilesi.  

Chiara Benotti



Messaggero Veneto - 27 ottobre 2012

L’EVENTO

L’Unesco in città per palazzo Ragazzoni

SACILE. Personalità e membri dell’Unesco di Venezia presenzieranno sabato 24 novembre a Sacile alla presentazione della rivista I luoghi della storia e dell’arte: palazzo Ragazzoni.

La rivista è realizzata dal Circolo della cultura del bello presieduto da Anna Maria Coan, La pubblicazione è dedicata ai conti Ragazzoni e in particolare al ruolo che svolsero nell’Europa del ’500 e nella storia della Serenissima. Notevole rilievo viene dato, con un excursus storico, alle informazioni su Venezia e su Sacile. Il risalto maggiore però è conferito a palazzo Ragazzoni e ai suoi pregi architettonici e artistici con uno studio specifico su alcuni “gioielli” finora poco valorizzati: la sala delle bandiere, la cappella gentilizia e i suoi putti, gli affreschi che mettono in scena la tragica fine delle donne di Nicosia espugnata dai Turchi nel 1570. È questo l’evento che caratterizza la chiusura dell’attività programmata per il 2012 dal sodalizio che proporrà intanto domani, domenica, una gita sul Carso con visita a Gradisca d’Isonzo per i soci e i simpatizzanti. Al mattino, dopo l’arrivo a San Martino, la comitiva salirà sul Monte San Michele per la visita al museo, in parte all’aperto, che raccoglie reperti della prima guerra mondiale. Nel pomeriggio, dopo il pranzo a Doberdò sul lago in un locale tipico, invece ci sarà il trasferimento a Gradisca per la visita al famoso castello eretto nel XV secolo con la collaborazione di Leonardo da Vinci. L’appuntamento conclusivo del programma 2012 è, infine, fissato per sabato 15 dicembre, alle 17, a palazzo Ragazzoni dove si terrà una conferenza sul tema “Dante e il nostro tempo: attualità della Divina commedia”. Relatore sarà Vincenzo Dell’Utri accompagnato dalla voce recitante di Claudia Andreazza.(m.mo.)


Messaggero Veneto - 17 ottobre 2012

Donne e poesie serata-evento al Ragazzoni

SACILE. Ha destato interesse in città l’incontro “La poesia: la voce delle donne da Saffo ad Alda Merini” organizzato a palazzo Ragazzoni a Sacile dal Circolo della cultura del bello. È spettato alla presidente del sodalizio, Anna Maria Coan, fare gli onori di casa, nell’ambito dell’iniziativa “Incontriamoci a palazzo”. Un impegno culturale, quello del Circolo sacilese per la valorizzazione di palazzo Ragazzoni, elogiato dallo stesso assessore alla cultura sacilese Carlo Spagnol, presente all’appuntamento. Carla Paoloni, autrice del libro che ha dato il titolo all’iniziativa, ha tracciato il percorso dell’emancipazione femminile sotto il profilo storico-culturale dai tempi dell’antica Grecia ai giorni nostri. Di grande intensità le voci recitanti di Anna Mormile ed Angela Poggioli, contrappuntate dall’accompagnamento musicale di Silvia De Vecchi (flauto) e Mauricio Gonzales (chitarra). «Nella poesia – ha sottolineato Paoloni – le donne ci hanno fatto intravvedere un mondo nuovo, dove tutti possono sentirsi uguali e valutati solo per quello che danno all’umanità». E ha aggiunto: «C’è ancora tanta strada da fare, ci sono numerosi ostacoli culturali da affrontare: spetta alle nuove generazioni continuare ad adoperarsi per conseguire la parità agognata». Un lungo applauso ha coronato l’incontro, ospitato per l’occasione nella sala delle feste, teatro di fastosi ricevimenti in epoca rinascimentale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


Messaggero Veneto - 10 ottobre 2012

Palazzo Ragazzoni: a restauro ultimato la sua intitolazione

SACILE. Si avviano verso il terzo stralcio del progetto di restauro, i lavori a palazzo Ragazzoni. Il progetto preliminare per il terzo intervento di recupero dello storico palazzo è già stato approvato ed ora si attende la concessione del relativo contributo regionale. Le opere comprese nel secondo stralcio, intanto, sono state completate al 90 per cento come da cronoprogramma. Il via libera arrivato dalla Soprintendenza ai lavori per la sistemazione della scalinata esterna del palazzo permetterà di compiere un ulteriore passo in avanti sulla strada del pieno recupero dell’edificio. «Grazie all’autorizzazione della Sovrintendenza i lavori - ha commentato il primo cittadino – potranno così ripartire consentendo il rifacimento del rivestimento della scalinata che versa in condizioni d’estremo degrado». Al riguardo, in municipio si conta che l’impresa appaltatrice possa riprendere il cantiere il 24 ottobre. «Speriamo – è stato l’auspicio di Ceraolo - che il meteo consenta la conclusione dei lavori prima che le temperature troppo rigide costringano ad un’ulteriore sospensione. Sarebbe bello - ha concluso – inaugurare il rinnovato salone degli imperatori, quello per intenderci dei celebri affreschi attribuiti al Montemezzano, con la nuova scala approfittando magari dell’occasione per ufficializzare l’intitolazione dello storico palazzo alla famiglia Ragazzoni».



Messaggero Veneto - 9 ottobre 2012

Via libera per la scalinata di palazzo Ragazzoni

SACILE. Sbloccati dalla Soprintendenza i lavori per la scalinata esterna di palazzo Ragazzoni. L’annuncio arriva dal sindaco Roberto Ceraolo, soddisfatto per il via libera ottenuto dopo una lunga attesa. «I lavori nello storico palazzo insediato in riva al Livenza – commenta il primo cittadino – potranno così ripartire consentendo il rifacimento del rivestimento della scalinata che versa in condizioni di estremo degrado. La Soprintendenza ha finalmente rilasciato la propria autorizzazione, attesa ormai da diversi mesi, vincolando l’esecuzione delle opere alla “scrupolosa osservanza delle prescrizioni indicate”, che prevedono, tra l’altro, che i lavori possano essere avviati soltanto dopo quindici giorni dalla comunicazione, per iscritto, della data di inizio lavori alla stessa Soprintendenza». Al riguardo in municipio si conta che l’impresa appaltatrice possa riprendere il cantiere il 24 ottobre. «Speriamo – sottolinea il sindaco – che il meteo consenta la conclusione dei lavori prima che le temperature troppo rigide costringano a un’ulteriore sospensione dei lavori. Sarebbe bello inaugurare il rinnovato salone degli imperatori, quello dei celebri affreschi attribuiti al Montemezzano, con la scala rinnovata approfittando magari dell’occasione per ufficializzare l’intitolazione dello storico palazzo alla famiglia Ragazzoni che l’ha edificato e l’ha fatto conoscere in tutta Europa ospitando re e regine». Molti, infatti, i personaggi illustri che in secoli passati hanno calcato le sale del palazzo. Oltre a Enrico III re di Francia (1574) e alla regina Maria d’Austria (1581) si ricordano, tra gli altri, Papa Pio VI (1782) e Napoleone Bonaparte (1797).
Mario Modolo




Messaggero Veneto - ottobre 2012

Palazzo Ragazzoni salvato dalla cultura

Tutte le iniziative del Circolo del Bello: una rivista, incontri di poesia e nuove ricerche storiche